Il documento che emerge dagli Epstein Files non è un’intercettazione giudiziaria, non è una confessione, non è una prova processuale. È una mail. Una mail datata 27 gennaio 2015, inviata da iPhone, con un oggetto che colpisce come un pugno: “Scopolamina, elimina il libero arbitrio”.


All’interno non c’è altro che un link. Un collegamento a un articolo del Daily Mail che racconta la cosiddetta “droga del respiro del diavolo”, descritta come una sostanza inodore e insapore capace, secondo il pezzo, di rendere una persona cosciente ma completamente suggestionabile, manipolabile, priva di volontà. L’articolo insiste su un aspetto: la vittima parla, cammina, interagisce. Ma poi non ricorda. Amnesia. Blackout. Vuoto.