Il “capitolo passaporti” di Jeffrey Epstein non è un dettaglio folkloristico: è uno degli indizi più concreti, emersi negli atti del 2019, che alimentano l’ipotesi di una rete di protezioni e canali internazionali. Nel suo caso, un documento straniero con nome falso trovato in cassaforte a Manhattan diventa la lente perfetta per leggere tutto il resto: soldi, contatti, ospiti, e una biografia che — per molti — assomiglia sempre meno a quella di un semplice finanziere.
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Epstein, passaporto falso: l’indizio che porta all’intelligence
Passaporto falso trovato nella cassaforte di Epstein a Manhattan: un indizio che riaccende i dubbi su contatti, coperture e possibili legami con l’intelligence.
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