Introduzione
In un precedente articolo ho già affrontato il tema delle anomalie tecnologiche rilevate in concomitanza con alcuni avvistamenti di UAP, concentrandomi in particolare sull’associazione con emissioni di energia a radiofrequenza (RF). Oggi torno su questo specifico dettaglio perché merita un’attenzione ancora maggiore: non si tratta di un’ipotesi né di una suggestione visiva, ma di un dato strumentale oggettivo, registrato da sensori militari di altissimo livello. È un elemento concreto, misurabile, che può essere impiegato come un’arma retorica e scientifica contro chi tende a liquidare il fenomeno con superficialità o derisione. L’associazione tra UAP ed energia RF, infatti, cambia radicalmente le carte in tavola: introduce una componente tecnologica difficilmente riconducibile a fenomeni naturali o illusioni ottiche, e rappresenta uno degli indizi più solidi nella costruzione di un’indagine seria, fondata e possibilista sul mistero degli oggetti volanti non identificati.
