Tutto in poche parole
Nella notte tra il 18 e il 19 settembre 1976, centinaia di testimoni a Teheran segnalarono un oggetto luminoso che cambiava colore e si muoveva silenziosamente sopra la città. L’Aeronautica Imperiale Iraniana fece decollare due caccia F-4 Phantom II per intercettarlo.
Entrambi gli aerei subirono blackout completi dei sistemi elettronici e delle comunicazioni ogni volta che si avvicinavano all’oggetto, con il ripristino automatico non appena si allontanavano. I radar confermarono la presenza di un bersaglio solido, e uno dei piloti osservò un secondo oggetto che si staccava dal principale dirigendosi verso di lui, costringendolo a una manovra evasiva.
Un terzo oggetto fu visto scendere verso terra e atterrare senza esplosione, illuminando un’ampia area. Le successive indagini della Defense Intelligence Agency (DIA) statunitense classificarono l’evento come uno dei casi UFO più credibili e documentati, con riscontri radar, visuali e strumentali coerenti.
Ancora oggi, nessuna spiegazione naturale o tecnologica è riuscita a chiarire completamente cosa accadde nei cieli di Teheran quella notte: un episodio che rimane uno dei misteri aeronautici più solidamente registrati e inspiegabili della storia moderna.

Un oggetto luminoso sopra la capitale
Tutto ebbe inizio intorno alla mezzanotte, quando numerosi cittadini di Teheran chiamarono la polizia segnalando una luce intensa sospesa nel cielo. Le descrizioni parlavano di un oggetto che cambiava colore — da blu a verde, poi arancione e rosso — muovendosi silenziosamente sopra la città. Il centro di controllo aereo dell’aeronautica iraniana ricevette le prime segnalazioni ufficiali e, non rilevando traffico civile in zona, decise di intervenire. L’aeronautica dello Scià aveva allora uno dei reparti meglio equipaggiati del Medio Oriente, con caccia F-4 Phantom II forniti dagli Stati Uniti.
