Perché l’Italia non ha riconosciuto lo Stato di Palestina


Nel giro di poche ore, una valanga diplomatica ha cambiato gli equilibri: Francia, Regno Unito, Australia, Canada, Portogallo, Monaco e altri paesi europei hanno annunciato il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina, agganciando la mossa a una cornice ONU che rilancia la soluzione dei due Stati come unica via praticabile dopo quasi due anni di guerra a Gaza. Emmanuel Macron ha ufficializzato la decisione di Parigi nel pieno della settimana di alto livello dell’Assemblea Generale, proponendo persino una forza internazionale a mandato ONU per stabilizzare Gaza e togliere armi a Hamas, con l’obiettivo di trasferire l’amministrazione a un’Autorità Palestinese riformata.


È una svolta che ha raccolto applausi in sala e un sostegno diffuso in Europa, mentre Israele e Stati Uniti hanno reagito con ostilità. Nel frattempo, Londra, Canberra, Ottawa e Lisbona hanno confermato la stessa scelta, presentandola come un atto per “salvare” la prospettiva dei due Stati in mezzo a colonie che avanzano, bombardamenti che non si fermano e trattative ostaggio del caos. Anche Monaco, insieme a Belgio, Lussemburgo, Malta e Andorra, si è accodato in sede ONU. L’ago della bilancia del consenso internazionale è ormai visibile: secondo le ricognizioni stampa e le stime aggiornate, oltre tre quarti degli Stati membri ONU riconoscono la Palestina, e la tornata di New York sta accelerando questa traiettoria.