Introduzione


Nel cuore del conflitto israelo-palestinese emerge una figura che incarna alla perfezione la contraddizione tra la retorica della “pace” e la realtà della violenza coloniale: Daniella Weiss. Leader del movimento dei coloni, già sindaca di Kedumim e oggi guida del gruppo Nachala, Weiss è considerata una delle principali voci che spingono per l’espansione degli insediamenti illegali nei Territori Palestinesi Occupati. Eppure, incredibilmente, nel 2025 è stata candidata al Premio Nobel per la Pace. Un fatto che ha dell’assurdo e che impone un’analisi approfondita del suo pensiero e del suo operato.



Chi è Daniella Weiss


Nata a Gerusalemme, Weiss ha costruito la sua carriera politica nell’ala più radicale della destra israeliana. Alla guida del movimento Nachala, ha promosso la creazione di insediamenti in Cisgiordania, spesso in aperta sfida al diritto internazionale e alle stesse leggi israeliane. Il suo obiettivo dichiarato è uno solo: espandere senza freni la presenza israeliana nei territori occupati, chiudendo per sempre la possibilità di uno Stato palestinese.


Non si tratta solo di parole. Le azioni di Nachala hanno dato vita a veri e propri “avamposti illegali”, nuclei di colonie costruite senza autorizzazione ufficiale, ma che spesso ricevono protezione politica e militare. La sua attività l’ha resa una figura centrale per i coloni e, al tempo stesso, un simbolo della radicalizzazione del conflitto.