Le dichiarazioni di Mark Zuckerberg nel celebre podcast di Joe Rogan hanno sollevato un polverone senza precedenti, gettando luce su dinamiche di censura e controllo dell’informazione che, durante la pandemia di COVID-19, hanno messo a dura prova la libertà di espressione e la fiducia pubblica nelle istituzioni. Secondo il CEO di Meta, l’amministrazione Biden avrebbe esercitato forti pressioni sulle piattaforme digitali per eliminare contenuti legati agli effetti collaterali dei vaccini, anche quando tali informazioni erano basate su dati reali. Questo caso, unito agli scandali che hanno coinvolto aziende farmaceutiche come Pfizer e AstraZeneca, dipinge un quadro inquietante su come potere e profitto possano prevalere su trasparenza e integrità.
La confessione di Zuckerberg: pressioni dall’alto
Mark Zuckerberg ha descritto una situazione senza precedenti in cui l’amministrazione Biden contattava regolarmente il team di Meta per chiedere, e talvolta pretendere con toni accesi, la rimozione di contenuti che sollevavano dubbi sulla sicurezza dei vaccini anti-COVID. Post che riportavano effetti collaterali documentati venivano etichettati come “disinformazione” e oscurati, senza lasciare spazio a un dibattito aperto.
