Tutto in poche parole
Vault 7 è stata la più grande fuga di documenti mai uscita dalla CIA e ha mostrato al mondo che l’agenzia possedeva un arsenale di cyber-armi capace di infiltrare praticamente qualsiasi dispositivo moderno: smartphone, computer, smart TV, router e perfino alcune automobili. I documenti rivelavano che la CIA non cercava di rompere la crittografia, ma entrava direttamente nei dispositivi prima che i dati fossero protetti, trasformandoli in strumenti di sorveglianza invisibile. Emersero programmi come Weeping Angel, che permetteva di usare le TV come microfoni, e sistemi come Umbrage e Marble, progettati per far sembrare gli attacchi informatici opera di altri Paesi. A coordinare tutto c’era HIVE, una rete clandestina globale che controllava da remoto centinaia di operazioni senza lasciare tracce riconducibili agli Stati Uniti. Vault 7 mostrò non solo la potenza della cyber-intelligence americana, ma anche quanto fosse pericoloso un arsenale simile una volta finito fuori controllo.
Vault 7: La più grande fuga di documenti della CIA
Quando WikiLeaks pubblicò la prima tranche di documenti di Vault 7 nel marzo 2017, il pubblico si trovò di fronte a qualcosa che non aveva mai visto prima. Fino a quel momento l’idea comune era che la CIA si occupasse soprattutto di spionaggio tradizionale: agenti sul campo, intercettazioni telefoniche, operazioni sotto copertura. Nessuno immaginava che, nascosto nei livelli più riservati dell’agenzia, esistesse un intero settore dedicato alla costruzione di strumenti digitali capaci di infiltrare qualsiasi dispositivo elettronico moderno.
