Di: Omega Click - 25/10/2025


Decenni di silenzi e nessuna condanna


Per decenni, il Vaticano ha sostenuto di non sapere. Di non aver capito. Di essere stato “ingannato” da singoli sacerdoti deviati. Una narrazione costruita con cura, ripetuta per anni davanti ai tribunali, ai media e ai fedeli di tutto il mondo. Ma questa versione dei fatti crolla davanti a un documento: una direttiva segreta, redatta e distribuita dal cuore stesso del potere ecclesiastico. Si chiama Crimen Sollicitationis, ed è il manuale segreto che la Santa Sede inviò nel 1962 a tutti i vescovi del pianeta. Un testo di 69 pagine, classificato come “sub secreto pontificio” — ossia da custodire negli archivi segreti delle diocesi, lontano da occhi esterni. Fu redatto dalla Congregazione del Sant’Uffizio, l’antico tribunale dell’Inquisizione, oggi noto come Congregazione per la Dottrina della Fede.


A firmarlo fu il cardinale Alfredo Ottaviani, ma l’autorizzazione finale proveniva direttamente da Giovanni XXIII, il papa del Concilio Vaticano II, il pontefice che il mondo ricorda come “il Papa buono”. Eppure, dietro quell’immagine di rinnovamento e apertura, si nascondeva un documento che codificava il silenzio istituzionale come regola assoluta.


Il Crimen Sollicitationis non era un testo di riflessione morale: era un manuale segreto