La guerra cognitiva come arma
Non servono più bombe o missili per vincere una guerra. Nel XXI secolo, il campo di battaglia è diventato invisibile. Non si combatte più soltanto sul terreno o nello spazio, ma dentro la mente delle persone. Negli ultimi anni, i più grandi governi del pianeta — dagli Stati Uniti alla Cina, passando per la Russia e l’Europa — hanno investito miliardi in un nuovo tipo di ricerca: la guerra cognitiva. È l’applicazione delle neuroscienze, della psicologia e delle tecnologie digitali al controllo e all’influenza della mente umana. Non si tratta più soltanto di propaganda o disinformazione, ma di un insieme di strumenti in grado di modellare percezioni, emozioni e comportamenti collettivi, fino a orientare il modo stesso in cui pensiamo e prendiamo decisioni. Attraverso l’uso combinato di intelligenze artificiali, analisi predittiva dei dati e interfacce cervello-macchina, la guerra cognitiva punta a trasformare la mente nel nuovo terreno strategico del potere: il luogo dove si decide chi controlla la realtà e chi la subisce.

