Introduzione
Per decenni il conflitto israelo-palestinese è stato raccontato attraverso una narrativa apparentemente lineare: Israele combatte Hamas per difendersi dal terrorismo, mentre l’Autorità Palestinese in Cisgiordania rappresenta l’interlocutore moderato con cui, almeno in teoria, sarebbe possibile trattare la pace. Ma due ex alti funzionari israeliani hanno rotto il silenzio, svelando un disegno ben più oscuro: Benjamin Netanyahu avrebbe favorito il rafforzamento di Hamas, attraverso il denaro del Qatar, per sabotare qualsiasi prospettiva di uno Stato palestinese indipendente.
Le accuse di Ehud Barak
Il primo a parlare è stato Ehud Barak, ex primo ministro ed ex capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano.
In un’intervista concessa al settimanale tedesco Der Spiegel nell’ottobre 2023, Barak ha dichiarato:
«Netanyahu e i suoi governi hanno per anni indirettamente aiutato Hamas, permettendo che denaro qatariota fluissimo a Gaza. Era parte di una strategia deliberata: mantenere Hamas abbastanza forte da indebolire l’Autorità Palestinese e così poter dire che non c’era un interlocutore unitario palestinese con cui trattare la pace».
Parole pesantissime, che mettono in discussione la credibilità dell’intera politica israeliana verso Gaza e mostrano un cinismo calcolato: usare il nemico come strumento politico per bloccare la soluzione dei due Stati.

