Riassunto in poche parole


L’articolo ricostruisce il ruolo informale ma decisivo di Jeffrey Epstein nello sviluppo del giacimento di gas Leviathan, mostrando come il finanziere abbia fatto da facilitatore tra finanza, politica e geopolitica. Attraverso email private e contatti riservati, Epstein affianca l’ex premier Ehud Barak nella ricerca di investitori e nell’intermediazione con grandi banche come JPMorgan Chase, arrivando a favorire un incontro chiave con Benjamin Netanyahu proprio mentre Israele decideva tasse, regole e monopoli sul gas. Sullo sfondo emergono antitrust aggirati, interessi russi, il ruolo di Gazprom, la guerra a Gaza e la trasformazione di Leviathan in infrastruttura di sicurezza nazionale. La vicenda mostra come le grandi decisioni energetiche non nascano solo nei parlamenti, ma in reti informali di potere, dove denaro, sicurezza e politica si intrecciano fuori da ogni trasparenza.



Come il finanziere aprì le porte tra Netanyahu, Ehud Barak e il gas israeliano