Aum Shinrikyo non era la solita setta di fanatici improvvisati, ma un’organizzazione ricchissima, strutturata come un piccolo Stato: possedeva aziende, infrastrutture, basi operative in Giappone e in Russia, laboratori avanzati e un arsenale tecnologico che nessun culto religioso avrebbe mai dovuto avere.
Un nome che nessuno conosce, ma dietro cui si nasconde uno dei misteri più inquietanti del Novecento
Al di fuori del Giappone quasi nessuno ha mai sentito pronunciare il nome “Aum Shinrikyo”. Eppure, dietro queste tre parole, si cela una storia reale, documentata, e così estrema da sembrare partorita da una sceneggiatura distopica: una setta che costruisce armi chimiche, laboratori clandestini, laser sperimentali, antenne elettromagnetiche ispirate a Tesla, contatti con scienziati dell’ex URSS e un progetto dichiarato di scatenare l’Apocalisse. È una storia culminata con un omicidio in diretta TV, compiuto da un affiliato della Yakuza, che ancora oggi resta senza un vero colpevole mandante. Un caso che il mondo sembra aver dimenticato, ma che rappresenta uno dei capitoli più oscuri della storia contemporanea.

