Riassunto in poche parole


Turning Point USA è una delle più grandi e finanziate organizzazioni conservatrici degli Stati Uniti, nata per influenzare studenti e giovani e oggi trasformata in un vero apparato politico legato a donatori potenti e al Partito Repubblicano. Dopo la morte del fondatore Charlie Kirk, l’organizzazione ha subito una svolta netta: meno dibattito interno, maggiore disciplina e un allineamento totale e senza sfumature su Israele. In questo contesto esplode lo scontro con Candace Owens, ex volto di punta del conservatorismo mediatico, che ha rotto con l’establishment iniziando a criticare temi considerati tabù, come il ruolo delle lobby e il sostegno incondizionato a Israele. Dopo la morte di Kirk, la guida di Turning Point USA passa di fatto a Erika Kirk, il cui ruolo è garantire stabilità, rassicurare i finanziatori e chiudere ogni ambiguità politica. Owens accusa TPUSA di aver trasformato l’allineamento pro-Israele in una gabbia ideologica che soffoca qualsiasi discussione critica, mentre l’organizzazione risponde con silenzi, marginalizzazione e comunicazione da apparato. Lo scontro non appare personale, ma strutturale: da un lato chi insiste nel porre domande scomode, dall’altro un sistema che considera quelle domande una minaccia alla propria sopravvivenza. La vicenda mostra come, nel conservatorismo americano contemporaneo, il confine tra opinione consentita e verità proibita sia tracciato dal potere, dal denaro e dagli allineamenti geopolitici.